Diego di Martha Coolidge, seguito da Cotton Club (1984), sempre diretto dallo zio, nel ruolo di un gangster. Cominciano anche le prime avventure sentimentali: Jenny Wright e Uma Thurman su tutte. Interprete di ruoli un po’ grotteschi, ma dotati di grande intensità: passa da Birdy Le ali della libertà (1984) di Alan Parker a Stregata dalla luna (1987) di Norman Jewison (con il quale si aggiudicò una candidatura di Golden Globe come amante di una Cher in versione italoamericana), poi alle commedie Peggy Sue si è sposata (1986) con Kathleen Turner, e Arizona junior (1987) dei fratelli Coen.

Andre Filipov è un direttore d’orchestra deposto dalla politica di Brenev e derubato della musica e della bacchetta. Rifiutatosi di licenziare la sua orchestra, composta principalmente da musicisti ebrei, è costretto da trent’anni a spolverare e a lucidare la scrivania del nuovo e ottuso direttore del Bolshoi. Un fax indirizzato alla direzione del teatro è destinato a cambiare il corso della sua esistenza.

Il premio Oscar, nel rispondere alle domande del giornalista, parla della collega Emily Blunt, del trucco di Rick Baker e dell’epoca in cui è ambientato il film, l’Inghilterra vittoriana, non trascurando di raccontare qualche curiosità sul film.In Wolfman, del Toro interpreta Lawrence Talbot, un nobile che torna nella casa di famiglia dopo la sparizione di suo fratello.Per ulteriori curiosità:CHANNEL 0.00: è il canale che contiene i video di WolfmanLICANTROPIZZATI: è l’applicazione che permette di personalizzare la propria foto, o quella dei propri amici, con l’immagine di Wolfman.Ultimo, in ordine di tempo, tra i mostri classici della Universal a comparire al cinema e quindi ultimo, sempre cronologicamente, ad aver visto un remake moderno, l’uomo lupo di Wolfman giunge dopo una lunga stagione di mutamenti ed evoluzione delle figure del terrore classiche.Negli ultimi dieci anni infatti storie antiche come quelle dei vampiri e dei lupi mannari si sono mischiate nella narrativa popolare (sia cinematografica che letteraria) alla più moderna mostruosità degli zombie. Se nel 1992 Coppola poteva rifare Dracula con piglio classico e nel 1994 Kenneth Branagh misurarsi con un Frankenstein rimodernandolo solo a parole, oggi dopo le variazioni di infiniti film a tema vampiro licantropesco (in primis i racconti crossmediali della saga di Twilight) il mito dell’uomo lupo ci giunge mutato secondo le medesime direttrici che hanno portato la figura del vampiro da incubo satanico, foriero di fobie gotiche ancestrali e fascino della pulsione sessuale, a figura problematica, contagiata da un male quasi spiegabile.Lo scarto che separa Wolfman da L’uomo lupo racconta di come gli ultimi anni abbiano concesso alla concezione del male che rappresentiamo al cinema di svincolarsi da qualsiasi connotazione religiosa per approdare al più materiale campo delle colpe familiari. L’uomo lupo non è più un maledetto ma qualcuno che sconta una colpa.L’uomo lupo è l’ultimo dei mostri classici creati dalla Universal, ispirato dalla mitologia e dal folclore.