Con la rifioritura rinascimentale di tutte le arti, anche il costume risentì di questa rinascita: si era più attenti all’eleganza e alle buone maniere.
L’abbigliamento di dame e marchese hanno notevolmente contribuito all’evoluzione della moda del Cinquecento.
Un mezzo rinascimentale per la diffusione delle moda era l’uso delle bambole perfettamente vestite ed acconciate che evidenziavano l’abbigliamento femminile dell’epoca.
Infatti delle cronache narrano che la duchessa Lucrezia Borgia inviava a suo figlio che viveva a Bari, moltissimi regali, tra cui una bambola che riprendeva il suo modo di abbigliarsi.

La figura

rappresenta una cortigiana veneziana,(meta XVI secolo) che indossa:
Calzoni alle galeotta di linea morbida, moderatamente ampi, usati soprattutto dall’uomo durante la caccia. L’adozione di questo indumento così significativo dell’abbigliamento maschile all’epoca destò grande scandalo, venne considerato un’indebita usurpazione e scatenò la promulgazione di numerose leggi suntuarie le quali tendevano a vietarne l’uso.
I calcagnini, una sorta di zoccoli la cui altezza poteva arrivare fino a 60 centimetri.
L’acconciatura era a forma di corna. Il nome è giustificato dal fatto che i capelli, suddivisi a metà sulla sommità del capo, venivano arricciati e rialzati a guisa di due corna.
Molto usate anche le calze, ornate e ricamate, anch’esse eseguite a maglia come quelle maschili.
LE CURIOSITÀ NEL SEICENTO
Un aspetto curioso della moda seicentesca consiste nel fatto che l’eleganza maschile ere in diretta competizione con quella femminile, infatti, diversi giovani amavano truccare le guance,
assottigliarsi le sopracciglia, profumarsi e cospargersi di nei .
Le signore eleganti d’inverno portavano la maschera mente d’estate usavano capelli a falda larga o l’ombrello.
Alla fine del XVII secolo in Francia apparve la moda dei nei chiamata “Le mouches” provviste di una sostanza adesiva per facilitare l’applicazione e tenute dentro preziose scatoline dotato di specchio .
Svariatissime le forme dei nei;piccole lune, cuoricini,stelline che rendevano il viso più attraente.
Nell’ abbigliamento femminile ,tra 1620 e il 1640 ampliavano le gonne usando una struttura cilindrica di cuoio posto attorno alla
vita sotto la veste chiamata Cachenfant , (pag 9 fg 1.7)

Nel periodo di Luigi XII i nobili usavano la maschera ,ma non era permesso portarla nella presenza del re.
La fontange ;una pettinatura bizzarra ebbe un successo che durò circa 30 anni. Nel corso del tempo subì notevoli cambiamenti, trasformandosi in una complessa costruzione piramidale sempre più alta, sorretta da archetti e fili di ferro, realizzata con toupet e ornata di svariati accessori ( pizzi, merletti,nastri gioielli,ecc).

Alla fine del 1600 con Luigi XIV le calzature maschili si enfatizzarono, infatti, furono decorate con pietre preziose, fiochi e merletto,e con il tacco che serviva ad aumentare la statura e favorivano un portamento adeguato alla posizione sociale occupata. Uno dei dettagli più curiosi de costume di corte consisteva nel tacco di colore rosso quale simbolo di appartenenza alla classe aristocratica (pag 15 fig 1.13)