Diretto e prodotto da Ortega con il supporto della Fondazione Michael Jackson, il documentario pop del regista californiano è uno sguardo privato sul concerto che avrebbe, ci potete giurare, rivoluzionato l’arte dello stare in scena. Declinando l’approccio biografico, le interviste, gli sballi, le strade percorse o i negozi visitati, l’autore mette ai nastri di partenza una lucida, tirata e micidiale macchina del pop che si chiama(va) Michael Jackson, regalando ai suoi spettatori quello che sarebbe stato l’ultimo tour dell’artista e offrendogli un punto di vista (im)possibile su tutte le prove provate, sofferte, sudate. Non appena Michael entra sulla scena, in giacca in silver e simultaneamente nera, meraviglia del découpage, gli occhi si spalancano e l’anima si desta.

Uno dei più importanti registi e sceneggiatori americani viventi, nonostante la scarna filmografia che compone la sua opera filmica.Un autore dai contenuti duri e spietati, che presenta al grande pubblico ritratti di uomini in crisi con il loro tempo, con le loro convinzioni e con la società della quale fanno parte, ma che ha segnato l’arte cinematografica di una ritrovata poesia dal punto di vista visivo, meritandosi piogge di candidature all’Oscar.Harvard, Oxford e ParigiSecondo alcune fonti sarebbe nato a Waco, in Texas, mentre altre vogliono che la sua casa natia sia a Ottawa, in Illinois. Purtroppo, l’unico che può rispondere a questa semplice domanda è proprio lui, Terrence Malick. Ma Malick non risponderà mai, vista la sua enorme ritrosia verso i media, che lo hanno portato in tutti questi anni a proteggere la sua privacy.Figlio di un impiegato in una compagnia petrolifera, di origine assira, Malick cresce a Bartlesville in Oklahoma e in Texas, dove lavora accanto a suo padre.

Nel 2005 ecco Ronny di nuovo sul set, o per meglio dire, sul ring con il boxer Russell Crowe in Cinderella Man Una ragione per lottare, ispirato alla vera storia dell’ex campione dei pesi massimi James J. Braddock.Nei dodici mesi che seguono, il pluripremiato regista traspone su celluloide il discusso romanzo di Dan Brown, Il Codice da Vinci, avvalendosi di un un ricco cast composto da Tom Hanks, Audrey Tautou, Ian McKellen, Jean Reno, Paul Bettany e Alfred Molina. Nel 2009, ne dirigerà anche il prequel: Angeli e Demoni.Intanto, si rilassa respirando ancora profumo di Oscar grazie a Frost/Nixon Il duello, opera incentrata sulle interviste televisive che l’ex presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, concesse al giornalista inglese David Frost, a tre anni dallo “Scandalo Watergate”.