Un ritmo che negli anni 60 parte dal quadro e dall’atelier e poi lo abbandona per invadere le strade, i muri delle città, ogni possibile spazio. Racconta il gallerista Lorenzo Fiaschi: “Le persone oggi non si ascoltano, non cercano di trovare soluzioni ai problemi o alle diversità, per me quindi la mostra ha una valenza politica. L’idea era fare qualcosa che singolarmente portasse i due artisti su territori nuovi e insieme dimostrasse come dalla diversità potesse venire fuori una visione comune..

Maurilio, detto Mao, fa il barista dietro il bancone di un locale. Rino lavora in fabbrica e vive con il padre anziano e Sabrina conduce una vita agiata con l’uomo per cui lasciò Mao. Un giorno Loris riceve la telefonata di Ludovico Reviglio che gli propone un’intervista in video che faccia ritrovare tutta la band.

Al sorgere del sole le contadine portano il latte appena munto, nell si sparge il profumo del pane fresco, le mucche iniziano a uscire dalle stalle per andare al pascolo. Una salita alla sommità della collina per visitare la chiesa fortificata, ora patrimonio Unesco, dalle cui torri si gode il magnifico panorama, quindi si scopre il piccolo museo dei costumi sassoni tradizionali, un unicum che vanta pezzi di assoluto rilievo. E il momento di partire alla volta di Miclosoara, altro villaggio sassone nella zona della Transilvania con minoranza ungherese (Szeklers) circondato da ampie foreste abitate da fauna selvatica e da piccole fattorie di legno decorato e dipinto, quasi uscite da una fiaba nordica.

a partire da queste premesse che si sviluppa la commedia sentimentale di Mark Waters, già creatore del fantasma di Reese Witherspoon, ossessionato dalla pulizia, dal suo appartamento e dal reale Mark Ruffalo. Concepito secondo una struttura circolare, si apre con un matrimonio da fare e si chiude con un matrimonio celebrato e un amore finalmente realizzato, La rivolta delle ex è una semplificazione della formula romantica che fa pienamente sua l’estetica blockbuster. Protagonista, biondo e strafottente, è il texano Matthew McConaughey, interprete di bell’aspetto e di belle speranze, ridotto a corpo da esibire dalle leggi del mercato hollywoodiano.

Diplomatico e politically correct non si è mai sbilanciato. Alla domanda di Monda sul perché Hollywood non fa lavorare Cimino ha risposto che “forse l’amico preferisce un’attività più solitaria e con meno responsabilità, come scrivere”. Sesti ha sottolineato che Walken, divenuto icona di genere, ha avuto l’abilità di non restare vittima del suo personaggio continuando a cimentarsi sempre in nuovi ruoli.