Trasposizione di un dramma di Pierre Drieu La Rochelle che ha come tema la depressione e il suicidio, in questo più che in tutti gli altri film, il regista tentò di staccarsi dagli schemi troppo rigidi della Nouvelle Vague, prediligendo un cinema che fosse anche attento studio psicologico del protagonista, descritto con voluto distacco ma, senza raggelarne il dramma che è comunque avvertito come vicino allo spettatore. Dolore e intensa sofferenza lo portarono a stringere fra le mani un secondo Premio Speciale della Giuria a Venezia e persino il Premio Pasinetti.Viva Maria e Il ladro di ParigiNel 1965, arrivò a fare l’impensabile. Mettere insieme il lato glamour del cinema francese con quello più intellettuale, vale a dire, dirigere nello stesso film, Viva Maria, la bionda Brigitte Bardot e la mora Jeanne Moreau, che fu uno dei suoi successi più commerciali.

Di questa “confraternita cinematografica” fanno parte, oltre che Vaughn, Ben Stiller, Will Ferrell, Jack Black, Steve Carell, Owen e Luke Wilson, mentre fra i loro film vi sono titoli come: Zoolander (2001), Starsky and Hutch (2004), Anchorman: The Legend of Ron Burgundy (2004), Palle al balzo Dodgeball (2004) e 2 single a nozze (2005).Dopo tutte queste pellicole, Vaughn riesce a salire nell’olimpo delle star hollywoodiane e lo dimostra il fatto che entra nel formidabile e ricco cast di Be Cool (2005) di F. Gary Gray. Trova anche un posto nel film di Doug Liman Mr.

La Meyers debutta così alla regia nel 1998 con la commedia Genitori in trappola con Natasha Richardson e Dennis Quaid e ottiene un successo clamoroso nel 2000 con What women want Quello che le donne vogliono, divertente commedia in cui Mel Gibson legge nel pensiero delle donne, un espediente semplice che permette alla Meyers di azzeccare un paio di annotazioni efficaci sul ruolo della donna nei rapporti di coppia. La carriera da regista della Meyers ricalca quella da produttrice sceneggiatrice: le sue opere risultano piacevoli e attuali, molto apprezzate dal pubblico ma non riescono mai a raggiungere quell’aura di qualità che le permetta di essere riconosciute anche dalla critica.L’univa regia della Meyers che anche i critici salutano come una ventata d’aria fresca nel panorama della commedia a stelle e strisce è Tutto può succedere del 2003, con Diane Keaton che viene affiancata da Jack Nicholson e Keanu Reeves. La storia è quella del dottor Julian Mercer, costretto a occuparsi di un paziente colpito da un infarto proprio a casa di Erica, madre della sua giovane fidanzata.