a questo punto che pubblico e critica si accorgono di lui e lo incensano per la sua perfetta performance nei panni di un criminale iperviolento. Regista e attore, che si stimano enormemente a vicenda, decidono di collaborare ancora una volta e Tarantino gli offre il ruolo di Vincent Vega in quello che poi sarà il suo capolavoro Pulp Fiction, ma Madsen non può proprio partecipare alla pellicola, perché ha già firmato per lavorare, nello stesso periodo della lavorazione, in Wyatt Earp. Il ruolo va così a John Travolta, rilanciando la sua carriera vicina al collasso.

Siamo nel 1845. Una carovana di tre famiglie ha appena raggiunto Stephen Meek, l’uomo che li guiderà lungo il percorso che conduce alle cascate. Affermando di voler prendere una scorciatoia, Meek si perde in un territorio roccioso e deserto. Ciò che non convince nella sceneggiatura (a differenza di film come Cosmonauta e I baci mai dati sicuramente non teneri con la Chiesa) è la compressione dell’ottica. Noi conosciamo Marta solo per quanto attiene la sua vita in casa (in misura minore) e la sua attività in parrocchia. Come se il Catechismo per una ragazzina di 13 anni fosse oggi pervasivo come per un’educanda in un collegio di inizio Novecento.

Grazie a questo gesto coraggioso, la ragazza riuscirà anche nell’intento di tenere unita la propria famiglia. L’esperienza di Shue nella raccolta di fondi e nella costituzione di partnership strategiche a livello di marketing è stata di grande aiuto per il film. Andrew vive nel New Jersey con Jennifer, sua mogie da undici anni, e i loro tre figli.

Lang; nel 1938 recita in Figlia del vento di W. Wyler, accanto a Bette Davis, mentre l’anno successivo è il fratello di Tyron Power in Jess il bandito (H. King). Ci sono film che effettivamente favoriscono l’anamnesi e l’autoanalisi, emergendo i fantasmi o i passeggeri oscuri che ci portiamo dentro. Non sconfiggono malattie e nemmeno combattono le patologie, eppure questi film curano, raccontando storie di cura anche quando non è proprio possibile curare, guarire. Still Alice, scritto e diretto da Richard Glatzer e Wash Westmoreland, compagni nell’arte e nella vita, appartiene al ‘genere terapeutico’ e fornisce allo spettatore una spiegazione e un’argomentazione emozionale del morbo di Alzheimer, una malattia che comporta il progressivo declino delle facoltà cognitive.

Brown applied further detail with tooling, circular onlays, and the addition of gold plated brass elements forming the anthers of bright pink and purple fuchsias. Vining embroidered gold foil leaves twist down the doublures and are entwined with the names of the “Goode Wimmen,” formed from circular leather onlays in the colors of their corresponding flowers or butterflies. The whole is housed in a solid oak box, hinged with two fore edge clasps, and with a matching leather title label running vertically down the front.