Una giovinezza in Polonia
di Witold  Gombrowicz

...La descrizione della Polonia nel periodo compreso tra le due guerre, così come risulta dal suo libro, è quella di un paese da operetta, con una classe intellettuale ridicola, con una nobiltà terriera e contadini fermi al Medioevo, una borghesia provincialotta che si sentiva "giovane, civile e sportiva". Una nazione dove dilagava l'immaturità ed in cui gli individui si comportavano come marionette incapaci di dare un senso alle proprie azioni.

In uno dei suoi scritti rimasti inediti (un frammento di conversazione con Dominique de Roux) affermava:" [...] la Polonia dopo la guerra del 1914 era una creatura incredibile, fatta di contrasti: troppo debole per essere una potenza, troppo forte per essere un piccolo stato. In questa atmosfera nulla riusciva a svilupparsi totalmente; poiché lo stato era debole, si pretendeva che ognuno si sacrificasse per esso; era come essere nell'esercito; la verità, la libertà, lo sviluppo individuale, tutto doveva essere sottomesso alla suprema necessità di non indebolire la Polonia; così i polacchi non potevano svilupparsi liberamente;[...] E ancora. Ci dibattevamo tra degli anacronismi assai resistenti che avevamo ereditato dal passato, e una mentalità moderna. E ancora: cos'è la Polonia. E' un paese ibrido tra l'Occidente e l'Oriente, tra la Russia e Roma[...]

Abbiamo tratto da queste letture lo stimolo ad approfondire la conoscenza della Polonia del suo territorio, della sua gente con le loro tradizioni e abbiamo prodotto questo lavoro.

 
 

 

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