Cerca un cinemaNew York, 2012. Un virus ha ucciso tutti gli uomini e li ha trasformati in vampiri. La città è deserta, e l’unico sopravvissuto è il Dottor Robert Neville (Will Smith), scopritore di un possibile siero che potrebbe salvare l’umanità. Un tema che qui viene ripreso dando spazio allo sport nella fase centrale ma avendo come fil rouge il potere devastante del denaro. Perché Mike mette a rischio la propria professione per quei 1500 dollari che finiranno con il divenire oggetto del desiderio anche della madre di Kyle. L’intricato nodo di ciò che si presenta come generosità (l’accogliere il ragazzo come un figlio) ma che ha al proprio interno il motore di un interesse personale (la rendita, l’emergere della squadra grazie al campioncino) finisce con lo sciogliersi ma implica un alto prezzo da pagare.

Il comunicato della Difesa Civile Siriana, oltre 3mila volontari che dall’inizio de conflitto in Siria hanno soccorso più di 82mila vittime, e le reazioni dei protagonisti del documentario del regista britannico, Orlando von Einsiedel, hanno più il sapore della felicità per il risultato inaspettato che dell’amarezza per non aver partecipato alla notte degli Academy Awards. “Siamo molto grati che questo film abbia messo in luce il nostro lavoro ha detto Saleh in un video di ringraziamento pubblicato sui canali social dei White Helmets Abbiamo salvato più di 82.000 civili fino a oggi. Invito quanti mi ascoltano a lavorare per la vita, per fermare lo spargimento di sangue in Siria e in altre parti del mondo”.

Nel 2016 aprono invece il Festival di Berlino con la storia ambientata nella Hollywood degli anni ’50 Ave, Cesare!, in cui schierano ancora una volta George Clooney, Frances McDormand, Josh Brolin, insieme a Channig Tatum, Tilda Swinton e Ralph Fiennes.Intelligente, brillante, geniale, innegabilmente diverso ogni volta che posa il suo occhio sul mirino della cinepresa e straordinariamente originale, convince quasi sempre. La sua messa in scena è fin troppo perfetta e se non fosse per le venture bizzarre che scorrono come vasi sanguigni pompando personaggi fortemente caratterizzati nei suoi film quella sua misura nei tocchi, quel suo estremismo e quella sua veridicità verrebbe sicuramente meno. nell’eccesso che Coen mostra la verosimiglianza con la realtà, nella narrazione di un mondo che è in salute e normalissimamente spietato.

Indossata da chi, non lavorando, non rischia di intaccarne il candore. Quella oversize addosso aJulia Roberts inPretty Woman, e nel 1994 quella super stylish, comeUma Thurman sa essere, con pantaloni a sigaretta e ballerine: la scena è inPulp Fiction. Se la mettono con comodo, e la sfoggiano ovunque, accompagnata in ogni modo,Katie Holmes, Jennifer Aniston, Eva Mendes, Cameron Diaz, Kate Hudson e Gwen Stefani.