Il mendicante che chiede l’elemosina ha una storia. La donna che dorme ubriaca nella metropolitana ha una storia. L’uomo che, come Charlie Chaplin, scappa alla semplice vista dell’uniforme di un poliziotto ha una storia. Quando sono uscita camminavo piano, le persone applaudivano, nonostante avessero i telefoni in mano. Ho visto il mio fidanzato, l baciato e la platea ha applaudito più forte. stato bello.

A Vincent Parry, condannato ingiustamente per uxoricidio, non resta che una possibilità: la fuga, nella speranza di dimostrare la propria innocenza scoprendo da solo l’assassino. La galera lo ha reso duro, ma questo non basta per sopravvivere quando si è braccati dalla polizia. Per sua fortuna Irene Jansen, una donna giovane e ricca che si è interessata al suo caso, lo aiuta a superare i posti di blocco.

Un Professore senza nome per extraterrestri e non soloValerio Mastandrea è un pregio necessario del film. Perché attraverso la sua recitazione sempre un po’ speciale che mescola indolenza, ironia, cinismo e furbizia si realizza la giusta chimica tra gli elementi del racconto: che vuole sorprendere, sdrammatizzare e colpire al cuore ad un tempo facendo anche ridere e volare la fantasia. Egli è semplicemente Il Professore.

Every time I hear a discussion in our country about healthcare, I feel as if I am entering an alternate reality. The discussions all seem to ignore two fundamental issues. First, is the basic reality of what it means to be a sick, injured or dying person, and that one is in no position to for anything when one is in pain, short of breath, bleeding, confused, etc.

Un piccolo fuoco lontano che sembra bruciare solo per certi personaggi e che si spegne quando, con disinvolto distacco, deve recitare parti che non le sono esattamente consone. Come una divinità, quest’attrice australiana, nonostante la giovane età, ha la veemenza di chi il successo (l’Olimpo) se l’ha sudato, cesellando personaggi diversi persino nei desideri, ma che formano un quadro variegato e meno monolito delle carriere di certe altre sue colleghe.Una bellissima donna senza troppe depressioni private e senza troppi pregiudizi sul lavoro, ormai consapevole che non è più solo la sua carriera in gioco quando sceglie un film, ma anche l’affetto dei suoi devotissimi fans. La Byrne considera il cinema e il fare cinema come qualcosa di sacro, per questo ha sbeffeggiato e snobbato Hollywood con vivo disappunto, colpevole, a suo dire, di proporle ruoli sciocchi e di infelice lettura psicologica.