Immagini di incontestabile bellezza, colonna sonora (Alexandre Desplat, come non accorgersene!) altrettanto suggestiva e d montaggio che si adegua ai ritmi veloci e pragmatici che la trama richiede e scenografia, ispirata alle opere di Stefan Zweig, che armonizza con efficacia le forme coi colori, affibbiando ad entrambe le categorie un equilibrio a dir poco intoccabile, per quanto rasenta la sublimit Una delle sorprese inattese nelle sale in tutto il 2014. Un R. Fiennes in forma smagliante, che sa confermarsi con preponderanza anche come attore comico.

La sua vicenda è una di quelle vere che non vengono giudicate, tutto tace perché c’è chi ha voluto o saputo fermare la parola. Simili casi possono presentare grosse ingiustizie, ma se risultano “vere ufficialmente”,così devono apparire nella realtà. Film bello, duro e di grande impatto, che punta il dito ancora una volta sull sistema sanitario a stelle e strisce.

La pellicola, infatti, ha visto la luce solo nel 2003.La tv e il successoIn seguito al film tv Un caso d’incoscienza (1984) e il documentario L’arte e la società (1988), firma il suo capolavoro: Una storia semplice (1991) con Gian Maria Volonté, Massimo Dapporto, Ennio Fantastichini, Ricky e Gianmarco Tognazzi, Massimo Ghini, Omero Antonutti e Tony Sperandeo. La pellicola è una trasposizione cinematografica dell’ultimo racconto giallo di Leonardo Sciascia, dove si narra di un’inchiesta aperta su un suicidio e un duplice omicidio. Sceneggiato con l’aiuto di Andrea Barbato, la pellicola evita gli stereotipi del genere “alla siciliana”, anzi ci mostra una Sicilia invernale, rispettosa, quasi anemica, che convince e commuove, per questo Greco si merita il Nastro d’Argento per la miglior sceneggiatura.Tornato al cinema, dopo anni di assenza, con il meno riuscito Milonga (1999), firma il film collettivo ideato e coordinato da Francesco Maselli Un altro mondo è possibile (2001), seguito poi da Il Consiglio d’Egitto (2002), anche questo trasposto da un romanzo di Sciascia, e L’uomo privato (2007).

Attrice conosciuta soprattutto per il ruolo di Samantha, la mangiauomini della serie tutta al femminile Sex and the City, per la quale ha vinto anche un Golden Globe come miglior attrice non protagonista nel 2004.Nata a poche miglia dalla città di Liverpool, all’età di tre anni emigra con la famiglia in Canada, paese adottivo della giovane Kim. Neanche compiuti undici anni, decide di tornare indietro a causa di una malattia che colpisce la nonna e si trasferisce a Londra, dove frequenta la London Academy of Music and Dramatic Art. Terminati gli studi di recitazione nella capitale inglese, ritorna a Vancouver dove continua a studiare e, appena sedicenne, vince una borsa di studio per l’American Academy of Dramatic Arts di New York.