Ramalingam, 6. Accreditation and Quality Audit. Jain, 7. Ora abita, con la famiglia la moglie e i figli, che non sono sposati in una villa ristrutturata, con un bel giardino, in via Pola. Dai suoi libri (ha avuto vari editori: Biblioteca dell’immagine di Pordenone, Nuovi Sentieri di Belluno e Cierre di Verona) non ha ricavato una lira: incassi e diritti li ha tutti dati in beneficenza (destinatari, tra gli altri, Medici senza frontiere, la mensa dei cappuccini, finché c’era, e il Tempio di Cargnacco). Frequenti le presentazioni delle sue opere.

Nel 1999 è bravissima ma sprecata nell’irrisolto dramma La mappa del mondo di Scott Elliott.La maturità artisticaRitorna in gran forma nell’esilarante commedia Heartbreakers Vizio di famiglia (2001) dove interpreta una donna matura e sfrontata, che acchiappa uomini danarosi, li sposa e poi si fa mettere le corna dalla figlia (Jennifer Love Hewitt) per incassare i soldi del divorzio. La maturità rende l’attrice ancora più seducente ma le scelte artistiche non sono le migliori della carriera: sprecata nel film vincitore del premio Sundance per la regia Tadpole Un giovane seduttore a New York (2002), denigrata in una commediola per ragazzi come Holes Buchi nel deserto (2003), brava ma passata inosservata in Imaginary Heroes (2004) e una piccola parte nel thriller The Village, opera minore di M. Night Shyamalan.

Chi sono i genitori? Ora sveliamo l’arcano.Figlia dell’attrice Susan Sarandon e del regista italiano Franco Amurri, Eva Amurri ha vissuto nel West Village newyorkese con la madre e il patrigno Tim Robbins, nonché i due fratellastri, dopo il divorzio dei suoi genitori. Dopo aver frequentato la scuola progressista St. Anne di Brooklyn, decide di seguire le orme materne.

Times, Sunday Times (2009)You can run on the dunes without a care in the world. Times, Sunday Times (2010)We have very many elderly and frail people that attend day care and some are diabetic. Times, Sunday Times (2006)The ground must be prepared with great care.

Povera Julia Stiles, additata da anni come promessa ed attrice del futuro, in una Hollywood sempre più alla ricerca di facce e volti nuovi, finirà quarantenne a fare ancora la studentessa del college alle prese con una più o meno romantica storia d’amore che avrà, ovviamente, un lieto fine. Anche Un principe tutto mio non si discosta dalla formula per under 13 che la macchina del cinema per eccellenza sta confezionando con instancabile continuità. Il plot, banalotto e prevedibile prevede stavolta il contrasto tra l’indolente erede al trono di Danimarca e la nostra bella (si fa per dire) protagonista, che porta entrambi a scoprire se stessi ed accettarsi nonostante le evidenti differenze.