Non sempre va bene (a esempio con Prestazione straordinaria, 1994), ma il suo cinema raramente è gratuito o superfluo. Questa autobiografia degli Anni Settanta e di una adolescenza meridionale (ben fatta quasi quanto quella ambientata ad Ascoli Piceno ne Il grande Blek di Piccioni di cui Rubini è stato coprotagonista) è divertente, sottile, molto sentita, anche commovente.Gli anni 70 in jeans del quinto film di Rubini sono un tenero flash back sulla provincia pugliese, sui ritmi blandi di una giovinezza pronta ad una trasformazione che non avverrà, sui primi amori. La banda rock, le eterne soste ai bar, gli innocui gesti di rivolta, la filodrammatica che mette in scena un testo improponibile, le serate in casa di tre emancipate e esotiche ragazze del Nord, Tea, Gaia e Lena, figlie di un ingegnere di Monza arrivato per occuparsi di una delle tante cattedrali nel deserto del Sud.Tutto l’amore che c’è sembra un titolo preconfezionato ma, a pensarci bene, è l’espressione più vicina (e morbidamente naf) per quantificare il sentimento amoroso che sboccia in età verde, quando la passione dell’attimo rende l’amore un concetto privo di confini apparenti.

Photo Album. Seller Inventory 0008033About this Item: New York, 4. Oktober 1965., 1965. Berlin. 237 Seiten, Deutsch, sehr viele sw und farbabbildungen, buchgr 21 mal 27,5 cm. Seller Inventory ABE 347123173010.. Viene fuori un documentario musicale intitolato Passione, dove ripresenta al pubblico alcune tra le più belle canzoni della tradizione partenopea, con un cast composto sia da cantanti tradizionali come Raiz, che da attori come Massimo Ranieri, Peppe Servillo e Fiorello, impegnati a narrare il fascino e il mistero di una Napoli invisibile agli occhi del turista.Indimenticabile Jesus Quintana lungo la corsia di bowling dei fratelli Coen, John Turturro vuò fa il napoletano e lo fa con sensibilità e pertinenza nel suo nuovo e appassionato documentario. Come l’americano di Nisa e Carosone abballe ‘o roccolo e gioca al baseball’, colleziona canzoni napoletane e le esibisce lungo i vicoli di Napoli, dove una rosa illustre e titolata di artisti (re)interpreta il repertorio pop(olare) partenopeo. Tenace indagatore, Turturro adatta al suo documentario gli schemi e le convenzioni del cinema napoletano, inserendo e “sceneggiando” canzoni celebri come “Era de maggio” o “Malafemmena”, “Maruzzella” o “Tammuriata nera”.

5) Il sandalo day in saldo ne troverete centinaia, ma siate furbe: i sandali ormai non sono più legati solo alla stagione estiva e soprattutto, anche per la primavera/estate vengono creati modelli in camoscio. Cercatene uno in camoscio e in un colore basico, da poter utilizzare giorno e sera e soprattutto anche nel prossimo autunno. Sarà un affare di cui non vi pentirete!.