Harry Morgan mantiene se stesso e un vecchio ubriacone che gli fa da marinaio affittando la sua barca ai turisti per la pesca in alto mare, senza disdegnare qualche lavoro come contrabbandiere. Nel 1940 l’isola della Martinica è sotto il controllo del governo di Vichy e Morgan, insofferente delle restrizioni, non è visto di buon occhio dalle autorità. Questo non gli impedisce di mettere la sua barca a disposizione della Resistenza, per trasportare un leader politico francese in fuga.

Vedere che le mie canzoni influiscono direttamente sulle vite degli ascoltatori mi appaga, perché in fondo la musica deve ispirare la gente, stimolarla. Con i miei pezzi posso cambiarne l’umore, farla pensare. Avevo una visione molto chiara di ciò che volevo produrre e al contempo sentivo l’esigenza di dimostrare a tutti di cos’ero capace, per cui ogni cosa, dalla scelta dei beat alle collaborazioni ai testi, è farina del mio sacco e mi rappresenta appieno.

China is very successful there, India coming there, Indonesia. Look here. This is Brazil. Il film narra caduta e risalita di un dj berlinese. Fortemente motivato alla pubblicazione del suo album, si ritrova invischiato in una dipendenza dalle innumerevoli droghe diffuse nella capitale tedesca, si comporta da bambino viziato spaccando uffici e trascurando relazioni. Dopo aver fatto colazione nudo in un albergo chiccoso, giocando con il cibo come i bimbi col das, viene ricoverato in una struttura per la riabilitazione.

Berlino chiama i giovani a creare. Li richiama alla presenza consapevole nel mondo, ad abbandonare il ruolo di inani simulacri di una realtà scura, impersonale come l’album di Ickarus nel principio, morta come i suoi compagni nel declino (Pisello e Jenny), assente e allucinata come i residenti del centro recupero. Berlin Calling come London Calling, dunque? Istillare una volontà di risveglio creativo, una rinascita dello spirito vitale, una rivoluzione, come quella punk, narrata dai Clash, ora in veste Elettro e minimal, che riunisca le forze dei cuori e delle menti giovani nella faticosa lotta contro il vuoto.

Il Macbeth Neo Film Opera di Campea, nato dalle “immagini” di Claudio Di Scanno, è un lungo flusso di coscienza magmatico, una proiezione esaltata dello scultoreo usurpatore di Susanna Costaglione. L’attrice, plastica e ieratica, è la licenza esplicita di questo adattamento di grande fattura, ficcato in un décor industriale (l’ex stabilimento Heineken di Popoli in Abruzzo) e in un silenzio che permette alla messa in scena di esistere altrimenti che all’ombra dei versi. I neri di Campea, prossimi a quelli impareggiabili di Welles, restituiscono una notte perpetua da cui sembra sorgere, attraverso un’illuminazione sapiente, il palcoscenico della vita (del teatro o del cinema?)..