Del 2014 è invece Ritual Una storia psicomagica di Giulia Brazzale e Luca Immesi e l’anno successivo recita nell’opera prima di Lamberto Sanfelice Cloro. Reciterà anche per Bellocchio in Sangue del mio sangue (2015), per Dario Baldi ne La leggenda di Bob Wind (2016) e per Alessandro Aronadio in Orecchie (2016). Ivan è stato scoperto da Silvio Soldini ed è l’attore ideale per chi vuole evocare storie di conflitti, frustrazioni e miserie nei suoi film, mangia rapidamente l’attenzione del pubblico ogni volta che lo si inquadra ed è uno dei pochi bravi interpreti stranieri che recitano perfettamente nella nostra lingua..

Tutto normale se non fosse per il fatto che anche gli amici si innamorano di Martha e che Martha ignora che i tre siano amici. Una commedia divertente e leggera, tutt’altro che pretenziosa in cui la prova di Fiennes svetta su tutte: un’ottima occasione per mostrare le sue capacità comiche in precedenza poco esplorate per via della ‘seriosa’ carriera teatrale.Il teatro al cinemaEppure sarà proprio la terza e più importante pellicola del 1998 che gli permetterà di coniugare l’ambientazione elisabettiana di Elizabeth con l’umorismo sottile e ricercato di Martha da legare: diretto da John Madden ritorna nell’Inghilterra del XVI secolo per interpretare William Shakespeare in Shakespeare in love. William Shakespeare, giovane drammaturgo in ascesa del teatro elisabettiano, si accorge che la sua vena creativa si sta esaurendo.

Orwell con il suo “1984”, La svastica sul sole e Blade Runner sono gli omaggi di questa sceneggiatura eccellente sulla parabola della ribellione urbana, basta guardare alla bellezza metallica della città o alla complessità labirintica della politica per accorgersene. Okiura, autore del lungometraggio horror Blood: The Last Vampire (2000), ma anche del secondo film di Patlabor, stava quasi per concorrere all’Oscar come Miglior Film Animato, ma fu rifiutato perché la sua distribuzione in Giappone fu prima in home video e poi al cinema. Rimane una domanda: che in filigrana ci sia lo sguardo di oggi?.

Micheal Mann, autore del film che ha inaugurato il 59 festival di Locarno, produttore ed ideatore della serie televisiva omonima di successo negli anni ’80, esprime così la sua visione riguardo all’ oggetto dei suo recenti notturni metropolitani, il crimine e la legge: Contestualizzare il Male è solo un modo per cercare di tenerlo lontano, di fare finta che non ci riguardi. Ma è un tentativo miope: se ci guardassimo dentro, ci scopriremmo invece tutti capaci di odiare e di uccidere. Anche senza un motivo” ed effettivamente in Miami Vice il fosso che divide bene e male si salta in un baleno: è l’anima tecnologica delle metalliche realtà urbane contemporanee a sprigionare lo spirito demonico corruttore, che di giorno si mimetizza nei grattacieli color latte in mezzo a un’umanità evanescente ed anonima, di notte, fra i bagliori delle mille luci accese e strade e palazzi deserti, implode negli sguardi e nei gesti febbrili delle sue creature.