About this Item: Condition: Good. Catherine Charbonneaux Drouot, Sale title Art Moderne et Contemporain Tableaux et Sculptures, Sale date 21st June 2000, No. Of lots 174, No. Se la Fenech è la donna esperta e matura che turba i sogni dei suoi studenti (e così pure Carmen Villani, Femi Benussi, ma si parla di presenze minori), la Guida incarna la freschezza e il candore di una ragazzina, di un’adolescente che è consapevole di possedere un’alta carica erotica. Con tutto questo ricordiamo che nella intervista rilasciata a Manlio Gomarasca e Davide Pulici per “99 Donne” Gloria Guida disse: “Certo, mi spoglio, ma quasi mai sono stata vista nuda nell’atto dell’amplesso. Mi si vede attraverso il buco della serratura, sotto la doccia, in bagno.

Il suo primo ruolo accreditato risale al 1930, quando recita ne Il grande sentiero di Walsh, anche se compare già nel 1926 nel film di Jack Conway, Brown of Harvard.Finalmente il successo con Ombre rosseDopo alcuni film poco significativi, nel ’39 Ford gli dà la grande occasione col ruolo di Ringo in Ombre Rosse. John lega da allora il suo nome a una serie di western classici diventando il più importante testimone del genere. Ecco i titoli: Rio bravo, Il massacro di fort Apache, I cavalieri del nord ovest, Sentieri selvaggi, L’uomo che uccise Liberty Valance, con John Ford, Il fiume rosso, Un dollaro d’onore, Eldorado, Rio Lobo, con Howard Hawks.

Continuerà però a non tralasciare i b movie italiani e spagnoli, facendosi protagonista di La morte ha sorriso all’assassino (1973) e Eroi dall’inferno (1976) di Joe D’Amato, Un genio, due compari, un pollo (1975) di Damiani e Erotico profondo (1976) di Franco, per i quali rifiuterà una parte nell’ultimo film della Hammer, Una figlia per il Diavolo (1976), e anche la parte dell’ufficiale nazista ne I predatori dell’Arca perduta (1981) di Steven Spielberg.Dopo essere stato diretto da Billy Wilder e George Roy Hill, si sposa per la quarta e ultima volta con l’attrice italiana Deborah Caprioglio (1987 1989) e passerà gran parte dei suoi giorni a scrivere la sua autobiografia dal titolo “All I Need Is Love”, che fu poi portato via dalle librerie per una disputa sul contratto con l’editore italiano che lo aveva fatto pubblicare. Citata in tribunale la casa editrice, il libro, all’interno del quale Kinski si ritraeva come un mostro compiaciuto e alla continua ricerca di prede femminili e maschili sulle quali sfogare i suoi istinti perversi (la sorella, attrici, maestranze varie, prostitute, scolarette, vicini di casa, lesbiche e perfino ufficiali dell’esercito israeliano), e aveva riempito le pagine di risse, orge e critiche su tutti, fu poi ristampato nel 1997 con il titolo “All I Need Is Love Uncut” (riempiendolo di materiale che era stato escluso nella prima versione del libro). Recita poi la parte di Paganini nel suo primo film da regista e ultimo da attore: Paganini (1990), per l’appunto.