A distanza di ventidue anni dalla (disgraziata) scappatella di Michael Douglas, Steve Shill prova a ritornare sull’argomento con Obsessed, storia di un uomo di successo, sposato e con figlio, che diviene vittima della travolgente passione di una stagista. Al suo esordio sul grande schermo, il regista televisivo (ER, I Soprano, Law Order, Brotherhood Legami di sangue) s’incarica di veicolare la figura disturbata di una donna in amore sfruttando gli esempi di Glenn Close, Demi Moore, Rebecca De Mornay (La mano sulla culla) e Audrey Tautou (M’ama, non m’ama.). Il triangolo (interraziale) formato da Idris Elba, Ali Larter e Beyoncé Knowles (co produttrice esecutiva insieme al padre Mathew) si sviluppa sui modelli di un cinema che sembrava aver già sparato le ultime cartucce, salvo poi trovare nell’attualità (leggasi stalking) un pretesto per rispolverarli..

In questi giorni su vari giornali, a fronte della distribuzione premiale di una quota del fondo di finanziamento alle Università (il 7%), la distribuzione per merito, molti rettori hanno notato come questa valutazione avesse portato alla premialità, in netta maggioranza, molti atenei del Nord. Come la premialità fosse andata ad Università non grandi e non generaliste. Come forse la scelta di certi indicatori avesse di fatto discriminato.

And, frankly, it really the event itself wasn’t all that. It was a lot of people in the room, a lot of schoolkids who came up from the high school cafeteria, and there wasn’t a lot of enthusiasm. There was kind of some weak applause from time to time.

JUSTICE WITHOUT LAWYERS: Getting Ideas from China, Xiong Ying Section II: PROCEDURAL FAIRNESS AND RESTORATIVE JUSTICE 8. GENDER, VIOLENCE AND POWER: Retributive versus Restorative Justice in South Asia, Ferdous Jahan 9. ALTERNATIVES TO THE JUDICIAL MESS: Suggesting Mediation, Dale Bagshaw 10.

Negli anni Settanta continua partecipando alla realizzazione di molti film di taglio commerciale con Transicin Espaola, come Las colocadas di Pedro Masò (1972), La duda di Rafael Gil (1972), Yo soy Fulana de Tal di Pedro Lazaga (1975), ma non si può dire di non trovarla sovente anche impegnata in opere più eccentriche e particolari, basti pensare a La venganza de la momia e Los ojos azules de la mueca rota, entrambi di Carlos Aured (1973).La filmografia di Pilar Bardem include poi, nei suoi anni di adattamento cinematografico di opere letterarie antiche, La Regenta di Gonzalo Surez (1974), basato sul romanzo di Leopoldo Alas, “Clarin”, e El libro del buen amor di Toms Aznar y Julin Marcos (1975), ispirato all’omonima opera dell’Arcipreste de Hita.Altre pellicole che confermano l’intensa attività dell’attrice nel cinema di questi anni Sessanta e Settanta in Spagna sono pure La joven casada di Mario Camus (1975), Carne apaleada di Javier Aguirre (1978), Soldados di Alfonso Ungra (1978), Cinco tenedores di Fernando Fernn Gmez (1979) e El da del presidente di Pedro Ruiz (1979).In televisione la Bardem partecipa alla serie Cuentos y leyendas e nei montaggi drammatici distribuiti da Estudio 1.Anni OttantaLa Bardem si dedica principalmente alla realizzazione di lavori destinati al piccolo schermo come Los gozos y las sombras (1982), Tristeza de amor (1986), Lorca, muerte de un poeta (1987) e Cmicos (1987). La ritroviamo anche nella serie La huella del crimen, nell’episodio El crimen de la calle Fuencarral (1984). Per il cinema invece partecipa a tre pellicole di Mariano Ozores.Dagli anni Novanta ad oggiDopo aver incarnato una prostituta in Las edades de Lul di Bigas Luna (1990), è in Todo por la pasta di Enrique Urbizu (1991), Vacas di Julio Médem (1992), Siete mil das juntos di Fernando Fernn Gmez (1994), Hermana, pero qué has hecho? di Pedro Mas (1995), Cachito di Enrique Urbizu (1995), Entre rojas di Azucena Rodrguez (1995), Boca a boca di Manuel Gmez Pereira (1995).