Oggi Miller, che da qualche anno non sforna più capolavori di carta, si è fatto dei compagni di merende: Tarantino e Rodriguez, due tipi in gamba che sanno benissimo quanto grande sia il debito che hanno col maestro. Dal primo si è fatto spiegare un po di marketing, dal secondo come si accende la macchina da presa, ha ripescato uno dei tanti suoi soggetti eccelsi del passato e ne ha fatto un film magnifico. Se la prossima volta il signor Miller avrà il coraggio di fare tutto da solo, e avrà premura di scrivere come sa fare, potremmo davvero trovarci di fronte ad un nuovo Anno Zero del cinema d Altro che Pulp Fiction..

Soggetto: un cameraman, all’ossessiva ricerca della comprensione del significato della paura, vive una simbiosi morbosa con la sua telecamera e finisce per dare di matto e ammazzare della gente.Film: se vi chiamate Michael Powell, passate il soggetto al fido e geniale Leo Marks, gli fate scrivere una sceneggiatura che è un trattato di psicologia da pubblicazione, mettete su una troupe e girate un capolavoro che si chiama L’occhio che uccide (Peeping Tom); se invece vi chiamate Takashi Shimizu, vi fate aiutare da uno dei maggiori sceneggiatori della serie animata Digimon a scrivere il film, date la parte del protagonista a Shinya Tsukamoto (hai visto mai che non vi dà una mano nella regia.), fate una scorpacciata di peperoni e ve ne andate a nanna con la certezza che gli incubi saranno quanto mai d’ispirazione per dare al film un’evoluzione assurda.I primi venti minuti di Marebito, infatti, fanno urlare al plagio nei confronti del grande cineasta inglese. Poi, in perfetto stile nipponico, il film prende una china del tutto inattesa che rasenta, quindi sconfina, infine straripa ne la follia. Nel sottosuolo di Tokyo il diafano Masuoka (Tsukamoto) incrocia spaventose creature (i Deros), morti viventi, e persino una bella ragazza nuda e incatenata che pensa bene di portarsi a casa, dove scoprirà che si nutre solo di sangue.Un nuovo tassello va ad aggiungersi al mosaico degli horror orientali da culto (o presunti tali), firmato da un regista che già ne vanta uno nel suo carnet: quel Ju on che si è meritato nel breve volgere di 3 anni la promozione da video a pellicola, un seguito, e un remake hollywoodiano, sempre per mano di Shimizu.

Nel cast anche un di m. Rourke e danny glover.La sceneggiatura, tratta da un libro, presenta la vicenda di un giovane avvocato che si trova alle prese con un caso non semplice e delicato da svolgere. Una madre dice che ad figlio invalido e impossibilitato ad attuare qualsiasi tipo di lavoro, non viene riconosciuta da tempo la pensione, gli mancano le giuste terapie e l’assicurazione ritiene il caso non esistente.