sempre e comunque all’altezza dei grandi nomi con i quali recita.Trovato un posto nel telefilm La piovra 3 (1987), nel 1990 ritorna a teatro diretta dal grande Giorgio Strehler in “Libero”, seguito da “Crimini del cuore” (1991) e “L’estasi segreta” (1994). Poi stringe nelle sue mani il secondo David di Donatello come miglior attrice protagonista per Cattiva (1991) di Carlo Lizzani, una pellicola che è stata scritta da Francesca Archibugi e Furio Scarpelli su misura per lei.Una carriera a singhiozzo, quella di questa attrice che comincia a passare dalla televisione (il telefilm Wolff Un poliziotto a Berlino, 1993) al cinema (La vera vita di Antonio H., 1994, con Federico Fellini, Orson Welles e ancora Gassman), fino a teatro (“Storia d’amore e d’anarchia”). Infine, l’abbraccio totale verso la televisione: le fiction Angelo nero (1998), Gli amici di Gesù Maria Maddalena (2000, dove è Erodiade), La notte breve (2006) e Crimini Il bambino e la befana (2007) e i telefilm Il bello delle donne (2001 2003, dove si impegna nel ruolo dell’antagonista di turno) e Caterina e le sue figlie 2 (2007) con Alessandro Benvenuti.

Rifiutato il film Il giardino della felicità (1976), partecipa invece al magnifico Oltre il giardino (1979) con Peter Sellers, che la farà nominare al BAFTA, poi reciterà con Anthony Hopkins in In amore si cambia (1980) e con Susan Sarandon in Quattro passi sul lenzuolo (1980), rifiutato anche il ruolo di Diane Freeling in Poltergeist (1982) in favore del ruolo di Aurora Greenway nel film Voglia di tenerezza (1983) con Jack Nicholson, riceve (finalmente e meritatamente) il suo primo Oscar come miglior attrice protagonista dalle mani di Liza Minnelli. Il ruolo di Aurora, una vedova tutta anima e cuore che deve fare i conti con l’amante ex astronauta e una figlia malata di cancro, morente e con molti disastri sentimentali alle spalle, le fa mettere KO concorrenti temibili come Meryl Streep (Silkwood) che batte anche sul fronte dei David di Donatello e dei Golden Globe. Un ruolo che è così ben tagliato per lei che, nel 1996, si ritroverà a rifarlo nel sequel Conflitti del cuore (1996) con un piccolo cameo di Jack Nicholson.Altre interpretazione da non dimenticareGli ultimi veri bagliori di genialità interpretativa, li si ritrovano nella scorbutica casalinga di Fiori d’acciaio (1989) con Julia Roberts, nel quale è protagonista di divertenti siparietti comici al veleno con Olympia Dukakis, ma anche nel ruolo di un’apocrifa Debbie Reynolds ne Cartoline dall’inferno (1990) con Meryl Streep e ne Madame Sousatzka (1988), che le farà ottenere un Golden Globe e la Coppa Volpi.La pausa dalle sceneDa dimenticare La vedova americana (1992) con Marcello Mastroianni, Ricordando Hemingway (1993) con Robert Duvall, Cara, insopportabile Tess (1994) con Nicolas Cage e Lo schermo velato (1995).