S. E. JA 2005. The Samba Within Me è un viaggio emozionante tra i bassifondi di una realtà altra che se non fosse per la macchina da presa della cineasta che cerca di trovare la bellezza dove gli altri vedono solo violenza sarebbe ancora immersa nel mistero assoluto. Attraverso la lente della regista Mangueira si rivela una società organizzata dove tutti, uomini, bambini, mulatte (che con i loro sandali raschiano il pavimento ruvido) e anziani ballano, battono le mani, muovono i piedi a un ritmo invisibile che li tiene uniti e li rende unici. A fare da sfondo c’è la città di Rio, con lo stadio Maracan e il Cristo Redentore mostrati da distante, perché quella che vuole narrare Guerra Peixe è un’altra storia.

La coppia da alla luce il piccolo Rocco e, in seguito, decide di adottare un bambino africano, David Banda. La “Material Girl” è madre anche di Lourdes Maria, frutto della tormentata relazione con il personal trainer, Carlos Leon. Nel 2001, il regista mette in scena i capricci di una “Star” come Madonna nello spot della BMW.

Glaucoma. E’ questo il problema che affligge il cantante degli U2 da vent’anni circa. In molti si saranno chiesti infatti se quegli occhiali da sole o comunque con le lenti oscurate di vari colori erano solo un atteggiamento da star, indossati praticamente sempre, anche di sera e non solo all’aperto.

Sandali, slipper, col cinturino in vita o con le borchie. Le star amano sfoggiare le calzature più eccentriche. Ma c una chiave che lega molte scarpe delle bellissime agli eventi in queste ultime settimane: devono essere rasoterra. “Coaching [Lionel] Messi, [Cristiano] Ronaldo or Neymar is not easy,” he said, with firsthand experience of the latter. “They are the best in world so that is a lot to take in. You have to adapt yourself to them.

Seguiranno Daisy Miller (1974), adattamento dell’omonima opera letteraria di Henry James, sempre con la Shepherd, e il flop Finalmente arrivò l’amore (1975) dove dirige, oltre alla fidanzata, anche le sue due attrici feticcio Eileen Brennan e Madeline Kahn.Tenta di ricatturare i piaceri di pubblico e critica con Vecchia America (1976), ancora con O’Neal e figlia (eliminando però dal cast l’impopolare Shepherd), cui farà seguito il più fortunato e apprezzato Saint Jack (1979), prodotto da Hugh Hefner, il magnate di Playboy. E sarà proprio Hefner, produttore di E tutti risero (1981), che gli imporrà nel cast di quest’ultimo la presenza della playmate Dorothy Stratten. Bogdanovich accetta il patto e, accanto a Ben Gazzara e Audrey Hepburn, ecco recitare la ragazza copertina che viene dal nulla, ma che fa breccia nel cuore del regista.