Trends in area production and productivity of coconut. 4. Cost of cultivation. Si risposa, nel 1979, con la produttrice e regista Caroline Zeifman, dalla quale ha due figli (entrambi addetti ai lavori cinematografici: Caitlin e Brandon Cronenberg.Il successoScanners (1981) gli farà conquistare definitivamente la sua fetta di pubblico che rimane ammaliato dal suo linguaggio criptico, da una dimensione sostanzialmente ricca di realtà parallele, ma soprattutto dalla sua arte visiva che, soprattutto in questo film, “esplode” (letteralmente) all’interno della pellicola. Insomma, il mondo non rimane impassibile di fronte alla visione di teste che si gonfiano, si trasformano (deformandosi) e deflagrano come nella saga animata di Ken il guerriero. Scanners diventa il capostipite di una lunga, lunghissima serie di film dell’orrore, che il regista ovviamente screditerà.

Grazie a loro il bianco e nero può diventare colore e l’angelo, che osservava dall’alto del campanile simbolo della Berlino devastata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, può ora, come dicono gli inglesi, “to fall in love” “cadere in amore”. Essi ci vengono rappresentati in forma umana, come uomini in bianco e nero che vegliano sugli umani e penetrano nelle loro anime leggendone pensieri, angosce ed emozioni. Questi angeli per vivono nel silenzio e nella pi totale impossibilit di interagire con il mondo e spesso provano invidia [.].

Anche se l’etichetta che lo identifica come il più “occidentale” dei registi giapponesi non risponde del tutto a verità, i film di Kurosawa sono molto accessibili allo spettatore straniero, proprio per la presenza di diversi soggetti ripresi dalla letteratura occidentale come Il trono di sangue (1957) tratto dal Macbeth di Shakespeare e Ran (1985), ispirato molto liberamente a Re Lear. Ma non è solo questo. Il suo punto di forza è stato quello di trovare un perfetto equilibrio fra la tradizione culturale giapponese e la cultura letteraria occidentale, con i temi forti del potere, del comando, della dedizione; a conferma di tutto ciò, sarà proprio la sua filmografia a influenzare gli occidentali e non viceversa: I sette samurai (1954, leone d’oro al Festival di Venezia), che verrà “rielaborato” nel western I magnifici sette di John Sturges (1960); La sfida del samurai che fornì la base per il primo “spaghetti western” di Sergio Leone Per un pugno di dollari (1964); La fortezza nascosta (1958), storia di una principessa, un generale e due contadini avidi e astuti, che avrà notevole influenza per la creazione della saga di Guerre stellari di George Lucas.Quando la verità non è una solaLa sua fama internazionale è però dovuta a Rashmon (1950) che gli varrà il Leone d’oro al Festival del cinema di Venezia e poi l’Oscar ad honorem come miglior film straniero, pellicola che si fa superba indagine sulla capacità che l’uomo ha di mentire, a se stesso prima che agli altri.