Si è diplomato presso la New School for the Arts ed è diventato un performer ed un artista dalle molte sfaccettature. Per 12 anni ha disputato gare nell’ambito del mondo delle arti marziali miste, vincendo numerosi tornei di karate e capoeira; in seguito, ha iniziato a lavorare assieme a Andy Cheng come stuntman. Ha lavorato come ballerino assieme ai celebri coreografi Raoul Trujillo, Rulan Tangen e Santee Smith, solo per citarne alcuni.

Tanto ottimismo si fondava sui numeri. I conti trimestrali dei principali istituti quotati a Piazza Affari grondano profitti. Intesa festeggia 1,2 miliardi di utili, quasi il 40 per cento in più rispetto al dato di marzo 2017. Junior, un bambino di cinque anni, gioca con un ramo di betulla a cui ha dato il nome di Knerten, per le sue sembianze quasi umane. il suo amico immaginario inseparabile, a cui ha affiancato un altro rametto, Karoline, come sua sposa, e un ramoscello ancora più piccolo a completare la famigliola. Un bambino del vicinato, incuriosito del legame tra Junior e Knerten, decide di rubare il rametto, portandolo nel suo rifugio segreto.

E’ l’ennesimo capitolo sulla ricostruzione dell’intervento degli aerei italiani sui cieli della Libia. Se infatti il comunicato ufficiale della Difesa parlava di un “impiego di missili”, uno dei piloti decollati il 20 marzo dalla base militare di Trapani per raggiungere Bengasi ha invece assicurato di “aver solo pattugliato la zona”. E il ministro La Russa ha confermato questa versione..

Dal 2001 diventa protagonista dello spin off Law Order: Criminal Intent, in una parte principale che ne aumenta la fama anche oltre i cinefili. Da buon camaleonte D’Onofrio si cimenta anche nella regia di cortometraggi e con Five minutes, Mr. Welles (2005) si riprende una rivincita personale, tornando nei panni del poliedrico Orson, questa volta con il suo corpo e con la sua voce.

La sua vita, anodina e metodica, è messa a soqquadro dal casuale incontro con Luis, uno sfigato e rozzo provinciale che tenta il suicidio dopo essere stato abbandonato dalla sua ragazza BIanche. Antoine, soggiogato dal complesso del buon samaritano, aiuta quell’uomo in difficoltà, anche a prezzo di sconvolgere la sua vita così fintamente perfetta cercando di riavvicinarlo a BIanche. un cinema essenzialmente di parola che si rifà alla classica commedia francese basata sul canonico meccanismo dialogico di campo e controcampo, azioni che provocano reazioni comiche mai grossolane e qualche equivoco.Mica male questa acida commedia, ammesso che il doppiaggio rispetti la bravura stellare di Daniel Auteuil, maitre di ristorante a Parigi che, per caso, una sera salva uno sconosciuto (l’ancor più bravo Josò Garcia) dal suicidio.