Dopo una piccola comparsata nell’episodio fiorentino di Paisà (1946) di Rossellini, la prima affermazione arriva con Senza Pietà (1948) di Lattuada: per questo film Giulietta Masina vince il Nastro d’argento come migliore attrice non protagonista. La sua ascesa verso il successo continua con Luci del varietà (1951), girato a quattro mani da Fellini e da Lattuada, con Europa ’51 (1952) di Roberto Rossellini e con Lo sceicco bianco (1952) di Fellini. Il 1954 è l’anno del trionfo internazionale: La strada di Fellini vince l’oscar come miglior film straniero e la stessa cosa accadrà nel 1957 con Le notti di Cabiria per il quale l’attrice ottiene anche la palma d’oro a Cannes per la migliore interpretazione femminile.

On Monday, at least 45,000 computers across the globe continued to be held hostage by malware called WannaCrypt (also known as WannaCryptor and WannaCry). This ransomware attack, which demands users shell out $300 to $600 worth of Bitcoins to regain access to their systems, spread across Asia after rocking Europe this weekend. In all, 150 countries have reported compromised computer systems.

Montgomery Brogan è un pusher che conduce una vita agiata sulle rive dell’Hudson. Monty, per gli amici, ha deciso di ritirarsi dal narcotraffico e di vivere di rendita con la sua bellissima portoricana. Ma una soffiata lo condanna a scontare sette anni di carcere.

Anche il suo quinto Oscar a 10 anni di distanza giunse con un film di ambientazione irlandese, Un uomo tranquillo (1952). Tra i suoi western meritano una menzione particolare Sfida infernale (1946), Il massacro di Fort Apache (1948), I cavalieri del Nord Ovest (1949), La carovana dei Mormoni (1950), Sentieri selvaggi (1956), Soldati a cavallo (1959), Il grande sentiero (1964). Un secondo filone importante della sua carriera è stato la trasposizione sullo schermo di racconti e romanzi come La via del tabacco (1941), La croce di fuoco (1947) e via dicendo.

Luis Eloy . Luis Girao . Luiz de Lucca . Il capitano lo prende con sé, ma Dersu non può invecchiare come un qualunque pensionato: prega il capitano di rimandarlo nella taiga dove verrà ucciso da un comune ladrone. Dersu Uzala segna il ritorno al cinema in grande stile del regista giapponese più prestigioso dei nostri giorni: Akira Kurosawa. Il successo non aveva impedito all’autore di entrare in una grossa crisi professionale all’inizio degli anni Sessanta, culminata con la messa al bando da parte dei produttori e il tentato suicidio nel 1971.