La poetica di Assayas le saprà anche far sentire.Nato a Parigi il 25 Gennaio 1955, Assayas ha nel sangue la convivenza tra diversità. Di madre ungherese e padre francese (lo sceneggiatore Jacques Rémy), si laurea alla French National School of Fine Arts. Il suo avvicinamento al cinema parte da un’analisi esterna.

Cresciuta sotto l’ala Disney, partecipa a Inspector Gadget (1999) di David Kellogg accanto a Matthew Broderick, Rupert Everett e l’antipaticissimo Andy Dick.Molto amica di Sarah Michelle Gellar, sarà proprio grazie a quest’ultima che troverà un posto nel telefilm Buffy, l’ammazzavampiri per ben tre stagioni!Dal 2000 al 2003 sarà infatti Dawn Summers, sorella combinaguai della cacciatrice di vampiri più pericolosa e bella al mondo. Ruolo che le frutterà pluricandidature al Saturn Award, l’Oscar del cinema fantastico.Ma non solo piccolo schermo nel suo curriculum, eccola splendida nel film di Gregg Araki Mysterious Skin (2004) e gigioneggiante in Eurotrip (2004).Dopo il ruolo di Celeste in quattro episodi di Six Feet Under (2004), recita nel remake Black Christmas Un natale rosso sangue (2006) di Glen Morgan, è accanto a Zac Efron in 17 Again Ritorno al liceo (2009), partecipa alla commedia Poliziotti fuori Due sbirri a piede libero (2010) e al divertente Take me home tonight, diretta Michael Dowse.Con Bruce Willis, Tracy Morgan, Adam Brody, Kevin Pollak, Ana de la Reguera.continua Guillermo Diaz, Michelle Trachtenberg, Seann William Scott, Jim Norton, Mark Consuelos, Adrian Martinez, Eddie J. Fernandez, Jordan Carlos, Sean Cullen, Stracy Diaz, Eliezer Meyer, Aristedes Philip DuVal, Marshall Factora, Rashida Jones, Susie Essman, Juan Carlos Hernndez, Cory Fernandez, Alberto Bonilla, Jason Lee, Francie Swift, Jayce Bartok, Elliot Santiago, John D’Leo, Keith Joe Dick, Marcus Morton, Jacinto Taras Riddick, Robb Cullen, Joey Giambattista, Chazz Menendez.

Ciò che lui ha imparato da Peckinpah e ciò che ha imparato sul set, attraverso la sua lunghissima (e se vogliamo anche florida) carriera, ha fatto scuola. un modo di fare cinema che, dopo gli Anni Ottanta e Novanta, è diventato obsoleto, troppo antiquato o, peggio ancora, alla vecchia maniera. Il pubblico, insomma, ha già visto ogni tipo di inseguimento automobilistico, ogni tipo di fuga, ogni tipo di sparatoria.

Il film, seguendo una trama pretesto che fa il verso a quelle dei film di 007, inscena poi tutta una serie di gag in massima parte riuscite e decisamente divertenti. E mai volgari.I critici, quelli “seri”, non come me, naturalmente, non possono sporcarsi la penna scrivendo che un film demenziale, senza pretese, è, nel suo genere, un film tutto sommatto riuscito. Dimostrando, per altro, l’incompetenza che spesso caratterizza chi ha raggiunto l’autorità per pralare ma non ha più niente da dire.