Oltre a Stefano Reali, Come un delfino coinvolge anche Ricky Memphis, Barbora Bobulova e Maurizio Mattioli (suoi compagni nel recente successo di Immaturi), maestri come Ennio Morricone e veri campioni del nuoto agonistico come Alessia Filippi, Luca Marin, Filippo Magnini e Domenico Fioravanti, le cui esperienze di vita sono alla base della storia del film.Ecco cosa lui stesso ci ha raccontato a proposito dei valori personali e universali, sportivi e sociali, di questa storia.Medusa cavalca l’onda degli incassi da sogno della stagione con un titolo che scherza su un incubo rincorrente assai comune. Immaturi, in uscita il 21 gennaio in ben 500 copie, prende infatti le mosse dell’ipotesi che un gruppo di liceali possa essere costretto a ripetere l’esame di maturità a distanza di vent’anni, con famiglie e carriere già avviate o avariate. Il cast, nutritissimo, associa nomi della comicità televisiva, come Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, con nomi della commedia sentimentale (Raoul Bova) ma non solo (ci sono anche Barbora Bobulova e Anita Caprioli, che vengono da un altro cinema, e uno spettacolare Ricky Memphis).

Poi naturalmente c’è la grana della regia e della storia. Si può parlare di film medio che manca al nostro cinema, di sapori di commedia all’italiana eccetera, ma in questo caso c’è una ragione “tattile”, immediata, che capiscono tutti subito: è un film pulito, fuori dai contesti grigi, tristi, omologati, spesso malamente sociali del cinema nostrano. Presenta qualcosa che non si vedeva dai tempi di Poveri ma belli: la felicità di vivere.

Xinhua center the primary school Zhou Qiongqiong Lurong Yu 7 want Dangdang the Guangxi Province. Hui Tong Yuan Troupe Yang Yin. Liu Hui. Richard Curtis ha al suo attivo, come sceneggiatore, diversi successi assoluti della produzione britannica. Come regista, il pubblico italiano lo ricorda per Love Actually del 2003; manca quindi dai nostri schermi da dieci anni, anche se nel frattempo ha diretto I Love Radio Rock. Il suo è un ritorno che si potrebbe definire rischioso perché l’utilizzo dei salti temporali nel cinema non è certo originale.

E invece il persecutore lo condanna al silenzio, negandolo non solo nel corpo, ma anche e in primo luogo nella sua dignità di essere umano tra esseri umani.Attorno a questo silenzio imposto alla vittima si sviluppa Figli Hijos (Italia e Argentina, 2001, 100′).Da una serie di interviste ai figli degli scomparsi (desaparecidos) della dittatura argentina, il regista italo cileno Marco Bechis ha tratto una storia fredda, analitica e sconvolgente sull’eredità tragica della repressione omicida del 1976. Nella sua villa del comasco, il ventenne Javier riceve e mail da Rosa, che da Buenos Aires sostiene di essere la sua gemella scampata al ratto di un militare. Javier incomincia ad allineare il suo disagio esistenziale al dubbio sull’identità dei suoi genitori..