Con lei forse è possibile sperare, inventarsi una sorta di ruolo di Pigmalione (che si ripresenterà in Manhattan e, con toni diversi, in Mariti e mogli). Ma la sconfitta è generalizzata. Se non si possono sopportare gli pseudointellettuali che ti gridano nell’orecchio la loro ignorante prosopopea (con tanto di intervento da deus ex machina di Marshall MacLuhan in persona) altrettanto accade con l’ambiente musicale californiano.

Michelle Hunziker è davvero in dolce attesa? La foto del pancino sospetto della bionda showgirl ha rapidamente fatto il giro del web scatenando i rumors su una presunta, quarta gravidanza. Per il momento, però, ci sono solo dei sospetti. Michelle Hunziker, sempre molto attenta a ciò che circola sulla sua vita privata, non ha ancora commentato la notizia.

“Ho passato la mia vita a infrangere tabù” afferma il sessantanovenne Nagisa Oshima. Ed è vero. Basti pensare a L’impero dei sensi o al più fruibile ma altrettanto fuori dagli stereotipi Furyo. Condition: Fair. First Edition. 132 pages. Comunicazione per slogan e marchi (Corona74, si legge su un cappellino), frasi ad effetto (Gloria a Dio, pace agli uomini, su una maglietta), tatuaggi e sigarette. Il bello e dannato che si redime, perché tutti possono sbagliare. Insomma, un personaggio con uno stile di vita che incuriosisce, attira, fa proseliti e Fabrizio Corona in carcere sia cambiato è probabile, che voglia rinunciare del tutto al suo business no.

Coadiuvato da una lunga lista di comprimari che sono “eccezzziunali veramente”! Boldi, la Sandrelli madre, Ugo Conti, Teocoli e Ghiani che daranno il loro meglio nelle piccole, ma colorite, parti di contorno.Un nuovo genere: il cinepanettoneE come non citare il fatto che Carlo Vanzina è il papà del nuovo genere cinematografico italiano (tanto odiato dalla critica quanto amato dal pubblico) il cinepanettone? Fin da Vacanze di Natale (1983), pellicola che riunì un folto cast di volti celebri della televisione e del cinema italiano, Vanzina ha saputo raccontare gli aspetti più goliardici della società odierna, prendendo in giro certe piccole manie dell’italiano medio o ritraendo in modo irriverente l’alta società (più bassa di quella della periferia, secondo l’ottica del regista).Incursioni in altri generi e all’esteroMa non è solo questo. Il degno figlio di Steno ha affrontato anche numerosi altri generi, dai polizieschi Mystère (1983), Sotto il vestito niente (1985), Tre colonne di cronaca (1990) e Squillo (1996) ai romantici Amarsi un po’ (1984) e Piccolo grande amore (1996) che hanno avuto il pregio di lanciare nel panorama italiano attori come: Carole Bouquet, Demetra Hampton, Ivano Marescotti, Tony Sperandeo, Raz Degan, Claudio Amendola e Raoul Bova. Senza contare le innumerevoli produzioni internazionali che gli hanno permesso di dirigere star di prim’ordine come: Faye Dunaway, Matthew Modine e Jennifer Beals (La partita, 1988); Carol Alt (Via Montenapoleone, 1987); e Elliott Gould e Jean Rochefort (I miei primi quarant’anni, 1987); Billy Zane e Lauren Hutton (Miliardi, 1990) e, infine, Rupert Everett e Elle Macpherson (South Kensington, 2001).Creatore di risateIdolatrato dal pubblico italiano, che si piega letteralmente dalle risate nella visione di pellicole come I mitici Colpo gobbo a Milano (1993), Selvaggi (1995) e Olè (2006), Vanzina è anche l’autore di varie miniserie televisive per Mediaset, tra cui Anni ’50, Anni ’60, Un ciclone in famiglia, Piper che lo rendono familiare all’Italia intera.