I ruoli sono marginali ma la sua bellezza non passa inosservata e la gavetta televisiva comincia a dare i suoi frutti anche nella recitazione. Medici in prima linea, con una comparsa nel thriller a puntate The Others e un ruolo fisso in City of Angels, poi si fa trasportare dal ritmo della musica e dalla voglia di vincere in Ragazze nel pallone (2000) dove interpreta la cheerleader rivale di una pimpante Kirsten Dunst. Si confronta con toni leggeri in Un gioco per due (2001), passa a quelli esplicitamente comici di Welcome to Collinwood (2002) e infine a quelli serissimi e misteriosi di Abandon (2002) con Katie Holmes e Benjamin Bratt.Ruoli da protagonistaFinalmente arriva anche il ruolo da protagonista: nel 2003 è la dolce Eva della commedia romantica Deliver Us From Eva di Gary Hardwick in coppia con il rapper LL Cool J, seguito dal ruolo di femme fatale nell’adrenalinico Amici per la morte, tra hip hop e arti marziali.

In seguito, la Pession diviene popolare grazie al ruolo della crudele Elisa Deodato nella serie targata Rai Orgoglio, e in quello della psicologa milanese Vittoria Mari in Capri. Intanto sul grande schermo, Gabriella è intenta a sedurre Carlo Verdone inL’amore è eterno finché dura, perde la testa per L’uomo perfetto Riccardo Scamarcio, e scorta un ex mafioso come Giancarlo Giannini nel poliziesco Milano Palermo Il ritorno. Divisa fra tv, teatro e celluloide, la stella è costantemente seguita da una coach americana.

Alfre Woodard è stata candidata all’ Independent Spirit Award, Mary McDonnell e Sayles all’Oscar, rispettivamente come Migliore Attrice e per la Migliore Sceneggiatura Originale.Il segreto dell’isola di Roan era basato sul libro per ragazzi The Secret of the Ron Mor Skerry di Rosalie K. Fry, ed è stato il suo primo film realizzato fuori dagli Stati Uniti, nella costa nord occidentale di Donegal in Irlanda. Racconta la storia di una creatura per metà umana e per metà foca detta selkie e del destino dei suoi discendenti.

Racconta tutto questo attraverso l’esistenza drammaticissima di un alter ego, un pittore, forse per sbaglio, forse senza talento, ma condannato a esprimersi. E la sua magnifica ossessione, fin da cucciolo, per il disegno, i colori, la ricerca della verità della visione, il fascino pericoloso delle forme, la voglia di creare il proprio percorso, per quanto errato sia, indifferente al successo critico o di pubblicoe a qualunque valore etico codificato.L’arte in tutte le sue appassionanti e contraddittorie varianti scruta se stessa. questo in linea di massima il tema della giornata n2 della Mostra, caratterizzata come promesso da un recupero in controtendenza (chi vuol intendere intenda dalle parti del Festival di Roma) del versante cinéfilo/filologico.