Il ladro Ray Jones, soprannominato “The Cat” le rubò dei gioielli per un valore di circa due miliardi di vecchie lire e poi, non contento, narrò l’impresa in un libro. Forse uno degli ultimi ben riusciti film americani di Sophia Loren rimane El Cid (1961) di Anthony Mann con Charlton Heston, Raf Vallone, Geneviève Page e Massimo Serato. Suo è il ruolo di Donna Jimena De Gormaz che innamorata del Cid vede suo padre morire per la mano di un cavaliere del quale era innamorata e si chiude nel convento per disperazione.

E molto. Ma è una sorpresa solo parziale se si guarda a come Hollywood negli ultimi anni ha affrontato i remake delle serie televisive anni ’70/’80 da Hazzard a Starsky e Hutch fino a Charlie’s Angels (escludendo il manniano Miami Vice e l’inutile Fame).L’operazione nostalgia, che poteva portare risultati scadenti e ridicoli se affrontata con piglio eccessivamente serioso, diventa un’occasione per ridere di quei personaggi, quei soggetti e quelle dinamiche assieme al pubblico.Biopic è l’abbreviazione di biographical motion picture, una pellicola ispirata, in modo più o meno fedele, alla biografia di una persona realmente esistita. un modo efficace per scatenare facili polemiche intorno alla veridicità della stessa, come accadde, qualche anno fa, con Michael Collins qualcuno ebbe da ridire sulle lettura troppo pacifista dell’eroe indipendentista irlandese o sul tralasciare determinati aspetti di una personalità come accadde a Oliver Stone quando sorvolò sull’omosessualità di Alessandro Magno; in quest’ultimo caso, forse, si sarebbe dovuto riflettere sul pessimo servizio reso dal regista statunitense a uno dei personaggi più grandi della Storia; nell’altro si tratta di schermaglie interpretative su un argomento che ancora oggi causa controversie e dispute di natura politica.Si sbaglia chi sostiene che il regista di Ocean’s 11 (12 e 13) non possa essere lo stesso di Che L’argentino, perché Steven Soderbergh è da sempre “autore” schizofrenico, che alterna opere (e logica) mainstream a operazioni sperimentali, commercialità a teoria che si fa prassi senza mediazione.

Orazio Pettine è un commercialista di Roma, quartiere altoborghese Prati, con un bell’ufficio e una segretaria dai nervi fragili. Anna, la moglie di Orazio, è ossessionata dal desiderio di un figlio: la “colpa” della sua infertilità non è sua, asserisce il ginecologo, ma degli spermatozoi stressati del marito. Inizia così un giro di viste specialistiche (con medici che hanno sempre la stessa faccia, quella di Maurizio Mattioli) che non sembra portare ad alcun risultato.