L’altro uomo: una volta tanto si rivela piuttosto azzeccato il titolo dell’edizione italiana di Strangers on a Train (il film è stato in seguito riedito con il titolo Delitto per delitto); riprende le parole della voce off che si ascolta mentre scorrono le prime inquadrature: “Questa è una qualunque stazione ferroviaria di una città qualunque in un giorno qualunque. Arriva un taxi, ne discende un uomo che paga e si dirige verso i treni. Quasi contemporaneamente quest’altro uomo fa la stessa cosa.

About this Item: Hong Kong etc.2007 Taschen GMBh, 2007. Hardcover. Condition: Fine. Oggi tutto deve funzionare, secondo la formula gi usata prima o che il marketing dice che va bene per quel momento. Cos alle band vien detto come devono parlare, vestire, cosa devono dire nelle interviste e, naturalmente, che tipo di musica vogliono fare. No, noi ci consideriamo fortunati per aver iniziato in un’industria musicale che era completamente diversa..

Il marchio Superga è nato a Torino il 3 ottobre 1911 quando la società Anonima per Azioni Walter Martiny Industria Gomma ha avviato la produzione di accessori per calzature e altri articoli. Pochi anni dopo ha brevettato il suo primo modello, il più amato: il 2750. Questa scarpa in tela è stata progettata dall’ufficio tecnico dell’azienda, e trae origine e successo dalla particolare suola di gomma vulcanizzata, brevettata nell’1844 da Charles Goodyear, che ha portato alla fortuna anche l’omonima società di calzature e la Converse.

Se il colore è quello di Napoli, blu come il suo mare e il suo cielo, il suo destino è quello di bruciarsi subito, di consumarsi il tempo necessario per andare in scena. Cuore e centro del film è la napoletanità estroversa di Vincenzo Salemme a cui fa corona un gruppo di attori solidi che danno allo spettatore quello che si aspetta: Tosca d’Aquino la sciantosa con na vesta scullata, Iaia Forte la femmina indomita, Giovanni Cacioppo il siciliano fuori sede. A strappare risate di pancia è Massimiliano Gallo inerpicato in vere e proprie acrobazie di deformazione creativa del linguaggio e ‘accollato’ a Vincenzo Salemme, che gli serve la replica e poi chiosa con la complicità e la carica espressiva della lingua napoletana.

Soprattutto, proprio come The Ring, non era affatto prevedibile”. Pur essendo un grandissimo fan di Takashi Miike, regista del film originale, Valette dichiara di non aver visto The Call Non rispondere. “In Francia è uscito in sala proprio nel periodo in cui stavo prendendo in esame la sceneggiatura del remake e ho pensato che fosse meglio non vederlo per non farmi condizionare durante la lavorazione”.