4. Managing conflicts between the society and the state explorations into class and identity issues in Nepal Lawoti. 5. Human Rights of Women 15. Human rights of women Yogish. 16. Evitando spoiler, non si può però non citare quello che è lo spazio più emblematico, decisivo, emozionante del film. il Museo del Queens altro luogo determinante: l’unico pezzo della città a restare in parte illuminato durante il blackout del 1977 dov’è custodito un immenso diorama che riproduce la New York del 1964, anno dell’Esposizione Universale. Uno spazio che non è solo espressione di un sublime artigianato, ma anche atto d’amore nei confronti di una città, un monumento agli affetti, l’illusione di poter controllare il tempo che sfugge inesorabile seminando ricordi..

Gervais finisce gli studi e comincia a lavorare per uno studio radiofonico come speaker specializzato in interviste a personaggi famosi. Da qui nasce l’idea di assemblare il suo innato talento per la recitazione con la scrittura per fiction; dopo piccole sceneggiature di episodi per serie televisive, riesce a farsi promuovere come protagonista dello show Meet Ricky Gervais (2000).Il successo di The OfficeOttenuti i favori di pubblico e critica, si lancia in due nuovi progetti per la tv, The Office (2001 2003) ed Extras (2005 2007), occupandosi di regia e produzione. Il successo della serie The Office lo travolge e il personaggio che interpreta, David Brent, il manager dell’ufficio in questione, è uno dei più amati.

La riflessione già avviata con Celebrity sulle conseguenze del raggiungimento della notorietà prosegue e va oltre indagando sul rapporto che sussiste tra chi viene sfiorato dall’ala della genialità e il suo vero essere. Le mani di Ray scorrono velocemente sulle corde della chitarra ma il suo rapporto con gli esseri umani non è altrettanto agevole. Emmett è e resta un ‘numero due’, una frustrazione che Woody ha sempre provato nei confronti dei sui numi tutelari Fellini e Bergman e che qui mette in scena con una forte dose di autoironia.

Con Jarmush lavora anche in Mystery Train (1989), prima di tornare a recitare in un film di Coppola, Dracula di Bram Stoker (1992).I primi lavoriI suoi dischi d’esordio sono lavori articolati, composti da brani che cantano di temi come la solitudine, l’emarginazione, l’alcolismo.Tom diventa un personaggio, curvo sul suo pianoforte, spesso sbronzo, con la sua voce incatramata da mille sigarette; alterna pezzi dolci e malinconici ad altri taglienti, sincopati, caratterizzati da testi profondi, visionari e poetici.Il suo primo disco, “Closing Time”, esce nel 1973, seguito da “The Heart of Saturday Night” nel 1974 e da “Nighthawks at the Diner”, registrato in un locale nel 1975.Sforna album uno dopo l’altro: “Small Change” (1976), considerato uno dei suoi lavori di maggior levatura, e “Foreign Affairs” (1977), che scoprono una vena più marcatamente jazzata; “Blue Valentine” (1978) e “Heartattack and Vine” (1980), nei quali Waits inizia a modificare leggermente la sua musica, facendo notare una maggior presenza della chitarra nei suoi lavori a svantaggio del pianoforte, che resta comunque molto presente.Alla fine dei tribolati anni settanta Waits tocca quasi il fondo dal punto di vista privato e la sua storia autodistruttiva con un’altra artista “maledetta” come Rickie Lee Jones giunge al capolinea: dopo avere immortalato la sua musa dell’epoca sul cofano della macchina nella copertina di retro dell’album “Blue Valentine” Tom volta pagina sia nella vita privata che in quella artistica.Gli anni 80: la svoltaNegli anni ottanta, Waits decide di esplorare nuove sonorità, riuscendo perfettamente ad uscire dal cliché del personaggio che si era creato e che rischiava di vedersi rimanere cucito addosso per tutta la sua carriera a venire.In questo senso sua moglie Kathleen Brennan risulterà fondamentale, diventando la sua nuova musa, aiutandolo a ritrovare una dimensione e facendogli scoprire le gioie e le responsabilità di avere una famiglia.Adesso scrivono insieme le canzoni ed hanno 3 figli; il maggiore di questi, Casey Xavier, pare voglia seguire le orme del padre: nel “Get Behind The Mule Tour”, datato 1999, si è unito alla band in alcune occasioni sedendosi alla batteria per pezzi impegnativi come “Big in Japan”.Dopo gli anni settanta, i cosiddetti , Waits si cimenta in un ambizioso progetto di Francis Ford Coppola, musicando il film “One from the heart”, insieme a Crystal Gayle, nel 1982 (occasione in cui conobbe la futura moglie). Il film risulterà un flop al botteghino.La svolta professionale della carriera di Waits coincide con il trasferimento alla casa discografica Island Records, dove Tom produce tre lavori, noti anche come “La trilogia di Frank”, nel corso degli anni ottanta. Iniziata con “Swordfishtrombones” del 1983, passando per “Rain Dogs” nel 1985, considerati due dei suoi massimi capolavori, fino ad approdare all’opera teatrale “Franks Wild Years” nel 1987.